Borgogna: piccoli vignaioli, grandi vini

Continuiamo la panoramica sul Salon des Vignerons Independants di Parigi, focalizzandoci sui vini di Borgogna.. Tra i bianchi, naturalmente Chardonnay in purezza, degustiamo gli opulenti Meursault di vari produttori. Ottimi quelli di Alain Patriarche: il Vieilles vignes, con note di burro e frutta gialla matura, morbido, sapido e molto persistente; les Tillets, più solare e incentrato sulla succosità del frutto; les Grands Charrons, dai sentori balsamici e dal palato più fresco (tutti annata 2024, a un prezzo intorno ai 45 euro). Il Meursault Premier Cru Poruzot 2023, sui 70 euro, è particolarmente armonico, ma qualitativamente simile.

Molto buoni i vini di Domaine Buisson, che propone due Saint Roman 2023, entrambi sopra i 50 euro: “Perrière” dai sentori di ananas e dal sorso fresco e intenso, “Sous la velle” più agrumato e sapido, molto persistente.  Un altro bianco mitico della Borgogna, il Chassagne Montrachet, lo troviamo nell’interpretazione di René Blondeau-Danne: bouquet leggiadro di fiori bianchi, banana, vaniglia ed eucalipto, sorso fresco, sapido e di grande persistenza (2024, ottimo, a 33 euro). Dello stesso produttore un buon Saint Aubin premier cru 2024, fruttato e minerale al tempo stesso, a 25 euro.

Proseguiamo gli assaggi con Domaine Guillemard-Clerc, ci propone vari Puligny-Montrachet: “Les rechaux” più asciutto e minerale, “La rue aux vaches” più classico e fruttato, che trovano la loro sintesi nel premier cru Lles enseigneurs” (rispettivamente 42,44 e 52 euro). Ma l’eccellenza è raggiunta dal Puligny Montracher premier cru “Les parcelles”, dotato di un ammaliante bouquet di cedro candito e ananas, di un palato intenso e armonico e di una lunga persistenza aromatica (100 euro). Questo produttore ha anche un ottimo rosso, il Clos de Vougeot 2022, dalla veste rubino trasparente che seduce con note di rosa rossa, fragole e sandalo. I tannini ancora molto serrati fanno da contraltare alla leggerezza del corpo e alla piacevolezza del frutto (115 euro).

Siamo così passati ai grandi rossi di Borgogna, naturalmente ottenuti da Pinot nero in purezza. Domaine Girard propone un Volnay Vieilles vignes 2023 all’insegna della generosità del frutto, con un sorso morbido e di sostanza; e un Pommard vieilles vignes 2023, con sentori pepati e di cuoio, gusto intenso e concentrato e tannini setosi. (Il primo vino, molto buono è in vendita a 32 euro, il secondo, ottimo, a 42). Ma Girard ha anche dei bianchi di pregio: il Pernand-Vergelesses 2024 “sous-frétile”, con bouquet floreale e si spezie dolci, bevuta accattivante sapida e morbida, è un ottimo vino a 36 euro. Eccellente, ma sui 150 euro, il Corton-Charlemagne grand cru, una complessa sinfonia di aromi che a frutta e spezie unisce note di pasticceria e formaggio, esplode in bocca con la sua morbidezza e sapidità, e lascia una persistenza quasi infinita.

Tornando sui rossi, non possiamo mancare una visita a Domaine Nudant che ci fa assaggiare un ottimo Aloxe Corton Premier Cru da vigne di 50-60 anni, con profumi seducenti di fiori e frutti di bosco, ed un palato sapido e armonico (44 euro). Proseguiamo su due eccellenti vini, dal costo di 150 e 90 euro rispettivamente: Echezaux Grand Cru 2023, con affascinanti sentori foxy ingentiliti da una nota mentolata, con una bevuta intensa eppure di grande equilibrio; Corton Bressandes premier cru 2023, con sentori di alloro e cassis, sorso accattivante e poco tannico, lunghissima persistenza.

Poi è il turno di Michel Magnien, di cui assaggiamo il Gevrey- Chambertin 2022, che si esprime con sentori speziati e gradevolmente animali, e con una bevuta un po’ austera, ma armonica e persistente; e il Morey-Saint Denis Premier cru 2022, con aromi di alloro e pepe e un sorso dinamico ed elegante. Questi due vini, senz’altro ottimi, costano sui 70 e 90 euro rispettivamente.

Ottimi e più a buon mercato (sui 40 euro) i due Gevrey – Chambertin di Domaine Huguenot: “les crètes” 2023 con profumi di rosa rossa e cassis, sorso leggiadro e incentrato sul frutto, finché non cala il sipario dei tannini; e il vieilles vignes 2023, più speziato e complesso. Il frutto si concentra ancora, e il bouquet si amplia a note affumicate, nel Gevrey-Chambertin Premier cru 2023 (60 euro). Domaine Chevalier  ci fa assaggiare un Ladoix Premier Cru , dal sorso sapido e accattivante (28 euro);  un Aloxe Corton con aromi pepati e di cuoio, dalla bevuta materica e accattivante (ottimo, a 30 euro); e un Corton Grand Cru 2021, con sentori foxy e di tartufo, e un palato di grande carattere, eleganza  e persistenza (eccellente, 78 euro).

Domaine Virely-Rougeot ci offre il Beaune 2023 “Clos de l’Ermitage”, con sentori di fragoline e yogurt e una bevuta morbida e golosa che trova il suo bilanciamento in un fitto tannino; Il Pommard “Village” 2023, che ha bouquet floreale e sorso equilibrato; il Pommard Premier Cru “clos des arvelets”, balsamico e minerale, dalla bevuta leggiadra e poco tannica; e il Pommard Premier Cru “les chaulins bas”, 15 gradi di alcol (contro i 13 del precedente), con profumi di fragole in confettura ed un palato corposo, morbido e caldo. E’ sorprendente come due vini che dovrebbero essere simili possano differire tanto; d’altronde è la magia della Borgogna. Queste quattro bottiglie, tutte molto buone, costano rispettivamente 24,32, 39 e 39 euro.

Da Domaine Vaudoisey assaggiamo due ottimi vini, entrambi a 40 euro: il Volnay premier cru, femminile, di carattere, tutto incentrato sulla pienezza del frutto; il Pommard premier cru, dai sentori più animali e speziati, e dal sorso più sapido. Abbastanza interessanti anche i Pommard di Domaine Jeanson Parigot e Vincent Charache. Molto buoni i Beaune Premier Cru di Domaine Cauvard, soprattutto il “Teurons” e il “Cent Vignes”, entrambi a 35 euro.

Un po’ meno interessanti ci sono parsi Gille, Gilles Bouton, Lycee Viticole de Beaune, Jacob, Renaissance, Bernard Delagrange, e piuttosto deludente Sigaut.

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